La grande rivoluzione di WhatsApp e la prenotazione username per proteggere il tuo account
Benvenuti in questo spazio di approfondimento dove oggi analizzeremo una novità che sta per cambiare radicalmente il nostro modo di comunicare. Stiamo parlando della introduzione dei nomi utente WhatsApp, una funzione attesissima che segna una vera e propria svolta sia per gli utenti comuni sia per chi utilizza la piattaforma per scopi commerciali. Molti hanno già ricevuto un avviso direttamente sul proprio smartphone economico o top di gamma, poichè questa opzione e in fase di rollout graduale. Se non la vedete ancora, e solo questione di giorni o settimane. La vera scadenza e fissata entro la fine dell’anno, con una forte accelerazione a partire dal mese di settembre, quando gli username diventeranno pienamente operativi.
Ma perchè e cosi fondamentale muoversi in anticipo? La risposta risiede nella opportunità di prenotazione username, un passo decisivo per garantirsi la propria identità digitale prima che i nomi migliori vengano registrati da altri. Questa innovazione permette di avviare chat e scambiarsi messaggi senza dover necessariamente condividere il proprio numero di telefono privato, incrementando il livello complessivo di privacy account. Nel corso di questo articolo vedremo nel dettaglio come questa novità si rifletta in modo differente tra profili privati e aziendali, offrendo da un lato grandi vantaggi di brand Meta e dall’altro esponendo a potenziali pericoli come lo spam o i profili fake. Vi guideremo passo dopo passo nella configurazione sullo smartphone e vi sveleremo i trucchi per proteggervi al meglio, analizzando ogni singolo dettaglio emerso dai test sul campo. Siete pronti a scoprire come cambia la più famosa app di messaggistica del mondo? Continuate a leggere per non perdere nessun dettaglio.
La piattaforma di messaggistica piu diffusa al mondo sta attraversando una trasformazione epocale che promette di riscrivere le regole della comunicazione digitale. La introduzione dei nomi utente WhatsApp non e una semplice modifica estetica o una opzione secondaria, bensì una vera e propria rivoluzione strutturale che impatta sia i privati cittadini sia il mondo dei professionisti. Fino a questo momento, la applicazione e sempre stata indissolubilmente legata al possesso e alla condivisione del numero telefonico, un vincolo che ha spesso limitato gli utenti preoccupati per la propria riservatezza. Con il nuovo aggiornamento, questa barriera viene finalmente abbattuta, aprendo la strada a un sistema basato su identificativi testuali unici.
Attualmente, questa opzione si trova in una fase di rollout controllato, il che significa che la distribuzione sta avvenendo in modo graduale tra i vari dispositivi a livello globale. Molti utenti hanno già visualizzato una notifica ufficiale sul proprio schermo che li invitava a effettuare la registrazione del proprio nickname. Chi non ha ancora ricevuto questo avviso non deve allarmarsi: e sufficiente mantenere l’applicazione aggiornata all’ultima versione disponibile sul proprio store e controllare periodicamente le impostazioni del profilo. I piani di rilascio indicano che la funzionalità sarà implementata in modo massiccio entro la fine dell’anno corrente, con una data chiave prevista per il mese di settembre, periodo in cui l’utilizzo degli username entrerà nel vivo della operatività quotidiana.
La importanza di agire tempestivamente in questa fase provvisoria e legata al concetto di unicità dell’identificativo. Proprio come accaduto in passato su altre piattaforme, i nomi più semplici, i marchi famosi e le combinazioni più comuni come il classico Mario Rossi saranno oggetto di una vera e propria corsa all’oro. Chi arriva prima potrà assicurarsi l’identità desiderata, costringendo i ritardatari a ripiegare su varianti complesse, suffissi numerici o soluzioni d’emergenza poco professionali. Questa novità si inserisce in una strategia molto più ampia orchestrata dal gruppo Meta, che mira a unificare l’esperienza d’uso all’interno del proprio intero ecosistema.
L’obiettivo finale e quello di creare una perfetta interscambiabilità tra le applicazioni della famiglia, permettendo ai post di Messenger, ai messaggi diretti di Instagram e alle chat di WhatsApp di confluire in un unico grande universo comunicativo in cui l’utente può muoversi liberamente utilizzando le medesime credenziali di riconoscimento. La creazione di una identità digitale coerente e solida su tutti i canali diventa cosi un obiettivo a portata di mano per chiunque voglia comunicare in modo efficace nel mondo moderno.
L’impatto di questa innovazione si manifesta in modi profondamente diversi a seconda del tipo di utilizzo che si fa della applicazione, delineando scenari specifici per gli utenti comuni e per le attività commerciali. Per quanto riguarda i privati, il vantaggio più evidente e immediato e legato alla sfera della sicurezza personale e della riservatezza. Immaginiamo tutte quelle situazioni quotidiane in cui conosciamo una persona da poco tempo, magari durante un viaggio, un evento pubblico o un incontro occasionale. Fino a ieri, per rimanere in contatto, eravamo costretti a cedere il nostro numero di telefono, esponendoci al rischio di ricevere chiamate vocali dirette non gradite al di fuori della applicazione.
Grazie allo username, sarà possibile distribuire esclusivamente il proprio nome utente, magari inserendolo su un biglietto da visita cartaceo o mostrandolo al volo sullo schermo. Il destinatario potrà cosi avviare una conversazione testuale o una videochiamata rimanendo confinato esclusivamente all’interno del perimetro sicuro della applicazione, senza che possa in alcun modo risalire alla nostra linea telefonica tradizionale. Si tratta di un livello di protezione straordinario, che separa la vita privata dalle interazioni digitali più superficiali.
Quando invece spostiamo l’analisi sul versante delle imprese, la situazione si fa più complessa e richiede una attenta valutazione strategica caso per caso, sia che si utilizzi la versione standard sia che si operi tramite WhatsApp Business. Per le piccole attività locali, come ad esempio i negozi di quartiere, le botteghe artigiane o le pizzerie, fare affidamento solo ed esclusivamente sul nome utente potrebbe rivelarsi controproducente. Un cliente tradizionale ha spesso la necessita di effettuare una classica telefonata per chiedere un’informazione rapida o fare una prenotazione al volo; per questo motivo, per le realtà locali e sempre consigliabile affiancare lo username al numero di telefono classico, senza sostituirlo del tutto.
Al contrario, per i liberi professionisti, i consulenti aziendali o i formatori digitali, lo username può trasformarsi in un eccezionale strumento di filtro contro il disturbo. Questa categoria di utenti può decidere di canalizzare le richieste di assistenza o di contatto solo tramite chat, eliminando il flusso caotico di chiamate dirette che interrompono il lavoro quotidiano. Inoltre, dal punto di vista del branding aziendale, poter uniformare il proprio nome utente a quello già utilizzato su Facebook e Instagram consente di rafforzare la presenza del marchio nell’intero ecosistema Meta, facilitando la reperibilità della ditta da parte dei clienti su ogni canale disponibile.
Passiamo ora alla parte pratica della nostra trattazione, analizzando i passaggi necessari per verificare la disponibilità della funzione e procedere alla registrazione del proprio identificativo unico. La procedura che andremo a descrivere e stata testata direttamente su un dispositivo con sistema operativo Android, ma risulta del tutto analoga e facilmente replicabile anche per chi utilizza un iPhone con sistema iOS, poichè i menu interni mantengono una struttura coerente. La configurazione può essere eseguita indifferentemente sia sulla applicazione standard sia sulla piattaforma business.
Il primo passo consiste nell’aprire l’applicazione e fare tap sull’icona con i tre puntini verticali posizionata in alto a destra nella schermata principale per accedere al menu delle impostazioni. Da qui, occorre selezionare la voce denominata Account, all’interno della quale, se il rollout ha già raggiunto il vostro profilo, comparirà la nuova opzione Nome utente. Cliccando su questa voce, l’interfaccia mostrerà una schermata esplicativa che informa l’utente su come questa novità aiuterà i clienti o gli amici a rintracciarci più facilmente, specificando che il numero di telefono rimarrà comunque visibile sul profilo principale per garantire la continuità del servizio.
A questo punto si apre la fase di digitazione del nome desiderato. Nel corso dei test effettuati, e emerso un dettaglio fondamentale legato alla integrazione con gli altri social del gruppo: inserendo ad esempio un nome molto comune come Matteo Orlandi, il sistema potrebbe bloccarci segnalando che tale combinazione corrisponde già a un account registrato su Instagram. Se quel profilo Instagram appartiene a un’altra persona, la procedura non potrà proseguire. Se invece inseriamo un nome utente coerente con la nostra reale identità social, come ad esempio la combinazione Matteo Orlandi Digital usata anche su YouTube, il sistema riconoscererà la proprietà del profilo tramite un passaggio di verifica e mostrerà il via libera con l’indicazione di disponibilità.
Una volta trovato il nome idoneo e non ancora occupato, basterà cliccare sul pulsante Prenota. Il sistema confermerà l’avvenuta operazione, ricordandoci che l’identificativo potrà essere modificato anche in un secondo momento cliccando semplicemente sul tasto di modifica in alto a destra. Una funzione di sicurezza di valore inestimabile presente in questa schermata riguarda la gestione dei contatti: sarà possibile scegliere se consentire a chiunque di scriverci conoscendo il solo username, oppure se attivare una chiave di protezione a quattro numeri. In questo secondo caso, l’interlocutore dovrà inserire non solo il nome utente ma anche questo codice numerico segreto per poter avviare la chat, garantendo un controllo totale sulla privacy.
Come accade per ogni grande innovazione tecnologica, anche l’introduzione dei nomi utente non porta con se solo benefici, ma spalanca la porta a una serie di critiche e potenziali rischi che non devono essere sottovalutati dagli utenti più attenti. Il primo grande problema e legato alla piaga dello spam di messaggi indesiderati. Se da un lato il fatto di non fornire il numero telefonico ci protegge dalle chiamate esterne, dall’altro rende più facile per i malintenzionati intercettare il nostro account semplicemente tentando di indovinare combinazioni testuali plausibili.
Un malintenzionato o un sistema automatizzato potrebbe iniziare a inviare messaggi a tappeto a indirizzi generici o a nomi particolari estratti da altri social network. Se ad esempio un utente si chiama con un nome non comune come Salvatore Del Scrofolo, un cybercriminale che rintraccia questo nominativo su Facebook potrebbe facilmente ipotizzare che lo username registrato sia identico, avviando comunicazioni moleste o tentativi di phishing senza aver mai posseduto il numero di telefono reale della vittima. Sebbene la società Meta sia costantemente al lavoro per affinare i propri filtri anti-spam, il pericolo di vedere la propria casella di chat inondata di comunicazioni spazzatura rimane concreto.
Un secondo scenario ancora più allarmante riguarda il rischio di truffe basate sulla clonazione dei profili e delle ditte commerciali. In assenza di un sistema di verifica rigido e centralizzato in questa prima fase di lancio, un privato malintenzionato potrebbe teoricamente registrare un nome utente fittizio che richiama un marchio famoso o una realtà locale molto nota. Si pensi ad esempio alla creazione di account ingannevoli registrati sotto il nome di Barilla Pasta o Barilla Official, oppure più semplicemente legati al nome di una pizzeria o di un professionista stimato della propria citta.
Il truffatore potrebbe utilizzare questi profili fasulli all’interno di canali di comunicazione alternativi, come ad esempio gruppi Telegram o forum online, invitando gli ignari clienti a fare clic sul contatto WhatsApp per ricevere assistenza o per completare un acquisto. L’utente, tratto in inganno dalla apparente ufficialità dello username visualizzato sullo schermo, potrebbe trovarsi a dialogare con un criminale pronto a sottrarre dati sensibili o denaro, convinto invece di interagire con il personale della ditta originale. Per tali ragioni, sarà assolutamente indispensabile che la piattaforma introduca controlli severi e sistemi di monitoraggio costanti per tutelare la buona fede degli utenti ed evitare che uno strumento nato per migliorare la sicurezza si trasformi in una trappola digitale.
Benvenuti in questo spazio di approfondimento dove oggi analizzeremo una novità che sta per cambiare radicalmente il nostro modo di comunicare. Stiamo parlando della introduzione dei nomi utente WhatsApp, una funzione attesissima che segna una vera e propria svolta sia per gli utenti comuni sia per chi utilizza la piattaforma per scopi commerciali. Molti hanno già ricevuto un avviso direttamente sul proprio smartphone economico o top di gamma, poichè questa opzione e in fase di rollout graduale. Se non la vedete ancora, e solo questione di giorni o settimane. La vera scadenza e fissata entro la fine dell’anno, con una forte accelerazione a partire dal mese di settembre, quando gli username diventeranno pienamente operativi.
Ma perchè e cosi fondamentale muoversi in anticipo? La risposta risiede nella opportunità di prenotazione username, un passo decisivo per garantirsi la propria identità digitale prima che i nomi migliori vengano registrati da altri. Questa innovazione permette di avviare chat e scambiarsi messaggi senza dover necessariamente condividere il proprio numero di telefono privato, incrementando il livello complessivo di privacy account. Nel corso di questo articolo vedremo nel dettaglio come questa novità si rifletta in modo differente tra profili privati e aziendali, offrendo da un lato grandi vantaggi di brand Meta e dall’altro esponendo a potenziali pericoli come lo spam o i profili fake. Vi guideremo passo dopo passo nella configurazione sullo smartphone e vi sveleremo i trucchi per proteggervi al meglio, analizzando ogni singolo dettaglio emerso dai test sul campo. Siete pronti a scoprire come cambia la più famosa app di messaggistica del mondo? Continuate a leggere per non perdere nessun dettaglio.
Indice
- La grande novità dei nomi utente e la trasformazione dell’applicazione
- I vantaggi concreti per i profili privati e la gestione delle aziende
- Guida passo dopo passo per bloccare il proprio identificativo sullo smartphone
- I pericoli nascosti tra messaggi indesiderati e profili aziendali clonati
Tutorial video

La grande novità dei nomi utente e la trasformazione dell’applicazione
La piattaforma di messaggistica piu diffusa al mondo sta attraversando una trasformazione epocale che promette di riscrivere le regole della comunicazione digitale. La introduzione dei nomi utente WhatsApp non e una semplice modifica estetica o una opzione secondaria, bensì una vera e propria rivoluzione strutturale che impatta sia i privati cittadini sia il mondo dei professionisti. Fino a questo momento, la applicazione e sempre stata indissolubilmente legata al possesso e alla condivisione del numero telefonico, un vincolo che ha spesso limitato gli utenti preoccupati per la propria riservatezza. Con il nuovo aggiornamento, questa barriera viene finalmente abbattuta, aprendo la strada a un sistema basato su identificativi testuali unici.
Attualmente, questa opzione si trova in una fase di rollout controllato, il che significa che la distribuzione sta avvenendo in modo graduale tra i vari dispositivi a livello globale. Molti utenti hanno già visualizzato una notifica ufficiale sul proprio schermo che li invitava a effettuare la registrazione del proprio nickname. Chi non ha ancora ricevuto questo avviso non deve allarmarsi: e sufficiente mantenere l’applicazione aggiornata all’ultima versione disponibile sul proprio store e controllare periodicamente le impostazioni del profilo. I piani di rilascio indicano che la funzionalità sarà implementata in modo massiccio entro la fine dell’anno corrente, con una data chiave prevista per il mese di settembre, periodo in cui l’utilizzo degli username entrerà nel vivo della operatività quotidiana.
La importanza di agire tempestivamente in questa fase provvisoria e legata al concetto di unicità dell’identificativo. Proprio come accaduto in passato su altre piattaforme, i nomi più semplici, i marchi famosi e le combinazioni più comuni come il classico Mario Rossi saranno oggetto di una vera e propria corsa all’oro. Chi arriva prima potrà assicurarsi l’identità desiderata, costringendo i ritardatari a ripiegare su varianti complesse, suffissi numerici o soluzioni d’emergenza poco professionali. Questa novità si inserisce in una strategia molto più ampia orchestrata dal gruppo Meta, che mira a unificare l’esperienza d’uso all’interno del proprio intero ecosistema.
L’obiettivo finale e quello di creare una perfetta interscambiabilità tra le applicazioni della famiglia, permettendo ai post di Messenger, ai messaggi diretti di Instagram e alle chat di WhatsApp di confluire in un unico grande universo comunicativo in cui l’utente può muoversi liberamente utilizzando le medesime credenziali di riconoscimento. La creazione di una identità digitale coerente e solida su tutti i canali diventa cosi un obiettivo a portata di mano per chiunque voglia comunicare in modo efficace nel mondo moderno.
I vantaggi concreti per i profili privati e la gestione delle aziende
L’impatto di questa innovazione si manifesta in modi profondamente diversi a seconda del tipo di utilizzo che si fa della applicazione, delineando scenari specifici per gli utenti comuni e per le attività commerciali. Per quanto riguarda i privati, il vantaggio più evidente e immediato e legato alla sfera della sicurezza personale e della riservatezza. Immaginiamo tutte quelle situazioni quotidiane in cui conosciamo una persona da poco tempo, magari durante un viaggio, un evento pubblico o un incontro occasionale. Fino a ieri, per rimanere in contatto, eravamo costretti a cedere il nostro numero di telefono, esponendoci al rischio di ricevere chiamate vocali dirette non gradite al di fuori della applicazione.
Grazie allo username, sarà possibile distribuire esclusivamente il proprio nome utente, magari inserendolo su un biglietto da visita cartaceo o mostrandolo al volo sullo schermo. Il destinatario potrà cosi avviare una conversazione testuale o una videochiamata rimanendo confinato esclusivamente all’interno del perimetro sicuro della applicazione, senza che possa in alcun modo risalire alla nostra linea telefonica tradizionale. Si tratta di un livello di protezione straordinario, che separa la vita privata dalle interazioni digitali più superficiali.
Quando invece spostiamo l’analisi sul versante delle imprese, la situazione si fa più complessa e richiede una attenta valutazione strategica caso per caso, sia che si utilizzi la versione standard sia che si operi tramite WhatsApp Business. Per le piccole attività locali, come ad esempio i negozi di quartiere, le botteghe artigiane o le pizzerie, fare affidamento solo ed esclusivamente sul nome utente potrebbe rivelarsi controproducente. Un cliente tradizionale ha spesso la necessita di effettuare una classica telefonata per chiedere un’informazione rapida o fare una prenotazione al volo; per questo motivo, per le realtà locali e sempre consigliabile affiancare lo username al numero di telefono classico, senza sostituirlo del tutto.
Al contrario, per i liberi professionisti, i consulenti aziendali o i formatori digitali, lo username può trasformarsi in un eccezionale strumento di filtro contro il disturbo. Questa categoria di utenti può decidere di canalizzare le richieste di assistenza o di contatto solo tramite chat, eliminando il flusso caotico di chiamate dirette che interrompono il lavoro quotidiano. Inoltre, dal punto di vista del branding aziendale, poter uniformare il proprio nome utente a quello già utilizzato su Facebook e Instagram consente di rafforzare la presenza del marchio nell’intero ecosistema Meta, facilitando la reperibilità della ditta da parte dei clienti su ogni canale disponibile.
Guida passo dopo passo per bloccare il proprio identificativo sullo smartphone
Passiamo ora alla parte pratica della nostra trattazione, analizzando i passaggi necessari per verificare la disponibilità della funzione e procedere alla registrazione del proprio identificativo unico. La procedura che andremo a descrivere e stata testata direttamente su un dispositivo con sistema operativo Android, ma risulta del tutto analoga e facilmente replicabile anche per chi utilizza un iPhone con sistema iOS, poichè i menu interni mantengono una struttura coerente. La configurazione può essere eseguita indifferentemente sia sulla applicazione standard sia sulla piattaforma business.
Il primo passo consiste nell’aprire l’applicazione e fare tap sull’icona con i tre puntini verticali posizionata in alto a destra nella schermata principale per accedere al menu delle impostazioni. Da qui, occorre selezionare la voce denominata Account, all’interno della quale, se il rollout ha già raggiunto il vostro profilo, comparirà la nuova opzione Nome utente. Cliccando su questa voce, l’interfaccia mostrerà una schermata esplicativa che informa l’utente su come questa novità aiuterà i clienti o gli amici a rintracciarci più facilmente, specificando che il numero di telefono rimarrà comunque visibile sul profilo principale per garantire la continuità del servizio.
A questo punto si apre la fase di digitazione del nome desiderato. Nel corso dei test effettuati, e emerso un dettaglio fondamentale legato alla integrazione con gli altri social del gruppo: inserendo ad esempio un nome molto comune come Matteo Orlandi, il sistema potrebbe bloccarci segnalando che tale combinazione corrisponde già a un account registrato su Instagram. Se quel profilo Instagram appartiene a un’altra persona, la procedura non potrà proseguire. Se invece inseriamo un nome utente coerente con la nostra reale identità social, come ad esempio la combinazione Matteo Orlandi Digital usata anche su YouTube, il sistema riconoscererà la proprietà del profilo tramite un passaggio di verifica e mostrerà il via libera con l’indicazione di disponibilità.
Una volta trovato il nome idoneo e non ancora occupato, basterà cliccare sul pulsante Prenota. Il sistema confermerà l’avvenuta operazione, ricordandoci che l’identificativo potrà essere modificato anche in un secondo momento cliccando semplicemente sul tasto di modifica in alto a destra. Una funzione di sicurezza di valore inestimabile presente in questa schermata riguarda la gestione dei contatti: sarà possibile scegliere se consentire a chiunque di scriverci conoscendo il solo username, oppure se attivare una chiave di protezione a quattro numeri. In questo secondo caso, l’interlocutore dovrà inserire non solo il nome utente ma anche questo codice numerico segreto per poter avviare la chat, garantendo un controllo totale sulla privacy.
I pericoli nascosti tra messaggi indesiderati e profili aziendali clonati
Come accade per ogni grande innovazione tecnologica, anche l’introduzione dei nomi utente non porta con se solo benefici, ma spalanca la porta a una serie di critiche e potenziali rischi che non devono essere sottovalutati dagli utenti più attenti. Il primo grande problema e legato alla piaga dello spam di messaggi indesiderati. Se da un lato il fatto di non fornire il numero telefonico ci protegge dalle chiamate esterne, dall’altro rende più facile per i malintenzionati intercettare il nostro account semplicemente tentando di indovinare combinazioni testuali plausibili.
Un malintenzionato o un sistema automatizzato potrebbe iniziare a inviare messaggi a tappeto a indirizzi generici o a nomi particolari estratti da altri social network. Se ad esempio un utente si chiama con un nome non comune come Salvatore Del Scrofolo, un cybercriminale che rintraccia questo nominativo su Facebook potrebbe facilmente ipotizzare che lo username registrato sia identico, avviando comunicazioni moleste o tentativi di phishing senza aver mai posseduto il numero di telefono reale della vittima. Sebbene la società Meta sia costantemente al lavoro per affinare i propri filtri anti-spam, il pericolo di vedere la propria casella di chat inondata di comunicazioni spazzatura rimane concreto.
Un secondo scenario ancora più allarmante riguarda il rischio di truffe basate sulla clonazione dei profili e delle ditte commerciali. In assenza di un sistema di verifica rigido e centralizzato in questa prima fase di lancio, un privato malintenzionato potrebbe teoricamente registrare un nome utente fittizio che richiama un marchio famoso o una realtà locale molto nota. Si pensi ad esempio alla creazione di account ingannevoli registrati sotto il nome di Barilla Pasta o Barilla Official, oppure più semplicemente legati al nome di una pizzeria o di un professionista stimato della propria citta.
Il truffatore potrebbe utilizzare questi profili fasulli all’interno di canali di comunicazione alternativi, come ad esempio gruppi Telegram o forum online, invitando gli ignari clienti a fare clic sul contatto WhatsApp per ricevere assistenza o per completare un acquisto. L’utente, tratto in inganno dalla apparente ufficialità dello username visualizzato sullo schermo, potrebbe trovarsi a dialogare con un criminale pronto a sottrarre dati sensibili o denaro, convinto invece di interagire con il personale della ditta originale. Per tali ragioni, sarà assolutamente indispensabile che la piattaforma introduca controlli severi e sistemi di monitoraggio costanti per tutelare la buona fede degli utenti ed evitare che uno strumento nato per migliorare la sicurezza si trasformi in una trappola digitale.
Salsomaggiore Terme (Tutorial) - 03/07/2026 - Rivoluzione WhatsApp e la prenotazione username per proteggere il tuo account
Written by Mokik
Written by Mokik
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